mercoledì 30 marzo 2011

Una bolla di sapone

Un letto sfatto, una tavola ancora imbandita, fumo nell'aria e qualche bicchiere ancora pieno di un rosso caldo.
Una luce accesa nel cuore della notte, una tv che parla. Scena ordinaria. Momenti di una mezza gioventù. Di una mezza gioventù rubata, rubata al lavoro, alla noia, all'abitudine di rapidi viaggi mentali verso il futuro.
Una bolla di sapone riflette l' immagine e la porta galleggiando lontano. Trattenere il respiro. Se la bolla svanisce, se si perde quel piccolo arcobaleno di sapone, quel piccolo miracolo dalla forma perfetta, l'immagine inghiottita dal buio non apparirà più.Non fare rumore. Ogni vibrazione può riempire gli occhi sapone e farli bruciare.
Fermate il tempo. Trattenete il fiato. Non fate rumore.
Nel lavandino cade inesorabile una goccia, bagna la pila di piatti sporchi, forse ormai li ha ricoperti spazzando via gli avanzi di cibo. 
I vestiti del giorno hanno tracciato un sentiero sul pavimento, quelli della notte giacciono ancora piegati sulla sedia.
Dell'acqua scorre da una doccia. Il vapore caldo invade le stanze insieme all'odore del caffè.
Passi bagnati percorrono il corridoio.
Nel letto un calmo respiro. Le lenzuola si muovono a ritmi regolari. Un cuscino è preda di una ragnatela di capelli.
Un asciugamano umido si posa su una sedia.
Nel letto c'è un altro respiro. E leggere carezze muovono il vento.
Fermate il tempo. Trattenete il respiro. Non fate rumore.
Quella forma perfetta sotto le lenzuola può sparire nel buio.E' solo un sogno paolo benvegnù

domenica 20 marzo 2011

Ed ecco che inizia un'altra Guerra

Avevo 6 anni e le prime immagini della tv che ricordo sono i bombardamenti in Iraq della prima guerra del golfo, ricordo Saddam e ricordo che a volte passavano gli aerei e facevano tanto rumore, facevano paura.
Dopo pochi anni, facevo sempre la scuola elementare, ricordo un uomo coi baffetti e una guerra nei Balcani.. Non ricordo immagini precise, ma ricordo che a scuola cambiò la geografia..
Andavo al liceo era il 2001 e ricordo altri bombardamenti in tv, l' Afghanistan, quella luce verde dei combattimenti notturni, e la prima consapevolezza che mi faceva portare il conto delle vittime sul mio diario scolastico. Di quella guerra ricordo anche il grande movimento mondiale che cercava di fermarla, ricordo le assemblee e le manifestazioni organizzate con i miei coetanei.
Sono andata all'Università, era il 2003, e ricordo un' altra guerra, un'altra in Iraq. Altre dirette tv, un'altra conta di vittime, di nuovo la rabbia per definizioni assurde come "missione di pace".. Ancora una volta si cerca di fermare i "potenti" del mondo con le nostre bandiere di pace...
Questa notte, e siamo al 2011, ed io sono ormai una giovane precaria in via di maturità, sempre la tv mi porta in Libia, mi dicono che il mio paese avrà un "ruolo attivo" ( adiamo a bombardare???) in un'altra esportazione di democrazia, in un'altra liberazione di popoli oppressi...
Da quando ho 6 anni ad oggi ( e sono passati 20 anni) ricordo che ogni volta che l'occidente cerca di liberare con le armi, le bombe, i caccia un popolo oppresso, quel popolo viene decimato, ucciso senza esclusione di colpi nemmeno tre i bambini.. Ricordo che ogni volta il vero motivo della "missione di pace" esce fuori ed in genere si chiame petrolio.. e so per certo che nessuno va in pace anzi sembra sempre che tutti i soldati siano armati fino ai denti... Oggi vorrei tanto non ricominciare a portare conti di vittime, ma credo purtroppo accadrà, vorrei non vedere in tv combattimenti notturni che assomigliano ad un videogioco e sopratutto non vorrei vedere le file di cadaveri sotto lenzuola bianche o corpi bruciati da armi chimiche... E' da quando ho 6 anni che credo nell'autodeterminazione dell'uomo e dei popoli.. e so che questo non vuol dire fare tutto pacificamente, non usare armi ( il mio paese lo insegna, la resistenza era armata) ma se tra guerre devo scegliere preferisco quelle fatte da un popolo che vuole liberarsi ed è cosciente del sacrificio che gli costa.

venerdì 4 marzo 2011

Sogni fuori sincrono

Cercare le cause, i perchè è un lavoro molto faticoso... Le decisioni che donne e uomini ogni giorno prendono nascono dalle più imprecisate motivazioni.. C'è anche chi decide di non decidere, brutta situazione questa, rimanere a galla con i piedi nell'acqua e la testa in aria.. Lo stomaco comincia a far ondeggiare anche gli acidi gastrici a furia di vivere a metà.. Ecco ci sono momenti in cui tutti noi stiamo a galla senza decidere se tornare a riva o immergerci... Se poi hai uno squalo che sale dagli abissi cercando di afferrarti, il tuo correre verso la riva diviene affannoso e la spiaggia sempre più lontana.. Questo lungo nuotare senza arrivare è aver paura, provare del panico... Ogni tanto il cervello ci ricorda che stiamo galleggiando da troppo e ci fa sognare... Sogni di voler partire ma di perdere tutti i treni.. Sogni di voler urlare e nel farlo la voce non esce e a volte sogni di volerti muovere ma sei bloccato.. Se al risveglio la padrona di te è l'angoscia pian piano ti affezioni anche agli incubi.. Raccontano a te stesso di te.. Ho sempre sognato di avere una telecamera interiore per riprendere gli scherzi che il cervello mi fa di notte... Questa notte ho sognato di voler perdutamente andare in un luogo, ma di perdere tutti gli autobus e le coincidenze per arrivarci... provavo a contattare la persona che dovevo raggiungere ma il telefono era scarico.. E a chiunque intorno a me chiedessi informazioni non ottenevo risposte se non risate...
A questo punto ci vuole la dottoressa di Marzullo... "Un sogno ricorrente se c'è"... e dopo la risposta della dottoressa ,svegliata dal sempre verde conduttore nel cuore della notte, chiamerei Ghezzi : " Avrei una sceneggiatura un pò  confusa e con i sottotitoli...la mandiamo in onda fuori sincrono??"

martedì 1 marzo 2011

nella soffitta

E' arrivata la notte e Lei si sente romantica... Ha voglia di grandi folate di vento che fanno alzare ampie gonne rosse a balze, di antichi caffè dalle ampie vetrine di legno e vetro, di vecchie lampade ad illuminare vecchi libri... Lei sente l'odore tipico della polvere che si posa tra il legno e la carta di una libreria, sente l'odore di muffa e pulito negli androni dei palazzi antichi dalle tante scale.. Lei si sente romantica... vorrebbe trovare una scatola dalla fantasia floreale rosa antico, con dentro tante lettere ingiallite e piccoli biglietti d'amore... Le basterebbe una soffitta mai aperta.. Uno di quei sottotetti in cui si custodiscono storie passate... Mettersi lì ad esplorare tra la polvere, a rovistare tra storie di avventure e di ricordi, tra segreti di adolescenti e monili dei nonni...Certo potrebbe sembrare romanticismo da romanzo rosa, ma non è così.. E' il piacere del dettaglio, la possibilità di far rivivere per un pò un personaggio di un libro... una figura appena accennata in una canzone... Ci sono posti dove la memoria balza di continuo..ognuno ha la sua piccola soffitta..anche solo immaginaria.. e lì tra la polvere intrappoliamo i migliori momenti della vita...
Avete presente le tazze da latte bianche, ampie, con dipinta una sola riga blu... A Lei ricordano delle gustose zuppe di latte ed orzo con il pane... Ahh quell'odore inconfondibile..un odore che sa di caldo e di lunghe notti di sonno in un grande ed alto letto con le lenzuola di flanella...
E i pavimenti con le mattonelle bianche e nere..che avevano sempre qualche scheggia... A Lei ricordano una grande casa di non si sa dove che ha sempre ricordato come un castello...
E il carillon con le api??? Lei le ricorda di quel colore quasi arancio..con al centro la loro casetta e quell'inconfondibile suono di ninna nanna..
Nella sua soffitta troverete l'ombra da tapparelle chiuse a metà nella calura estiva, aroma di caffè appena fatto, intenso profumo di domenica ( i vapori del bagno mescolati al ragù che cuoce), il primo raggio di sole che approda sul letto al mattino. l'inconfondibile freschezza delle lenzuola pulite, l'odore del pane appena sfornato...
C'è chi conserva tutto e chi se ne disfa...e chi come Lei semplicemente lo ricorda... E nelle sere in cui piove le basta andare in soffitta, aprire la botola ed ecco che appaiono tutte le foto scattate dai sensi...
carillon

domenica 20 febbraio 2011

Un pugno nello stomaco dovrà farvi vomitare

Sono arrabbiata.... tanto arrabbiata...
Dopo almeno una settimana guardo la Tv e mentre un'esile ballerina si muove sulle punte su Canale5, lì dietro l'angolo su Rai3 Presa Diretta mi fa venire i brividi... E non tanto per lo spreco di soldi nella sanità.. o per le interviste ai politicanti di turno.. no per una volta mi chiedo dov'è l'Umanità??? dove cazzo sta questo magico potere che ha solo la nostra specie??? Forse crediamo di averla costruita e lasciata nel Colosseo, o nell'Acropoli ad Atene.. non lo so..
So che le migliaia di migranti ammassati davanti al centro di accoglienza a Lampedusa che chiedono Libertà, mi stringono, mi fermano nel battito quel organo che chiamiamo cuore.. Mi si stringe perchè penso che la loro libertà sarà stare per giorni in un luogo che fa più schifo di una prigione... Il battito si ferma... E si ferma non solo perchè li guardo in un meraviglioso servizio giornalistico...ma perchè ne ho visti tanti nelle stesse condizioni a San Nicola Varco.. Ed averli visti significa averli toccati, averli guardati negli occhi, averci parlato, aver assaporato una piccola parte di Umanità... E ancora guardo le condizioni dei pazienti psichiatrici di mezza Italia..ed anche qui  non è solo una cosa che passa in Tv... Ne conosco tante di persone che soffrono così. In un posto non lontano da qui Sapri, provincia di Salerno, esiste (forse meglio dire esisteva) un Centro Diurno... Io conosco Gerardino e lo conosco da quando ho 11 anni. Gerardino mangia pasta e fagioli con la Madonna (quando sta bene) e io so che oggi grazie al suo percorso Gerardino può fare tante cose... Ma quanti Gerardino ci sono??? Quanti??? e quanti finiscono come Mastrogiovanni??? Chi è Mastrogiovanni?? una persona morta- Uccisa- in un reparto di psichiatria...
Finisce Presa Diretta, c'è il Tg3.. La rivolta in Libia, altri sbarchi dalla Tunisa, un altro dittatore forse è andato via..
Ed io non lo so più se devo gioire perchè una parte di Mondo si ribella... resiste.. si muove verso nuovi orizzonti.. o se devo pensare Globalmente.. Perchè se penso Globalmente mi vengono in mente gli Americani che mettono i gerarchi fascisti al potere dopo la Liberazione in Italia.. penso ai Soldi che il mio Paese da e darà  a questi Dittatori . Lo so sono pensieri confusi, buttati giù così.. Ma l'ho detto sono arrabbiata... A questo punto cerco solo un motivo un unico motivo per muovermi ancora... Per lottare ancora... Per ora so solo che vorrei dare un pugno nello stomaco a tutti quelli che si dicono uomini di carità.. o bravi ragazzi da messa ogni domenica ed anche a quelli dal sangue più rosso Russia che esista... Dovete Vomitare...

domenica 13 febbraio 2011

Una tempesta

In una sera fredda, il corpo dolente del suo essere donna, Lei si sente Mondo. I suoi occhi guardano le luci accese delle finestre del palazzo di fronte. Le sue orecchie ascoltano musica e suoni provenire da molti luoghi..  E i suoi sensi sentono il respiro del mondo. In una donna nel pieno di una tempesta ormonale c'è il respiro del mondo. Queste piccole sostanze capaci di mandare in estasi e dopo poco lasciarti cadere nel fango riproducono fedelmente il muoversi della Terra.. il salire del sole e il cadere della guazza... Una magica tempesta che in un'atmosfera da aurora boreale fa scendere le lacrime apparentemente immotivate e poi sorridere nell'osservare un piccolo, minuscolo dettaglio.. I sensi si fanno forti ed amplificano qualsiasi percezione... In una sera fredda Lei ha voglia di cioccolata, ma che sia amara. Il suo mascara ormai sciolto le segna di nero il volto, i suoi occhi mai così luminosi e il suo cuore mai così palpitante di ansia. Una tempesta ormonale è una speciale tempesta, ma per sua natura sconvolge con violenza, per sua storia ha forma di uragano vorticoso. Ogni donna ogni tanto rotola nel tunnell di Alice.. Uno strapiombo interiore, cadi, ti aggrappi e ricadi... "Siamo fatte per contenere" ma ogni volta bisogna fare spazio, bisogna ripulire.. Contenere non significa essere contenitori, significa saper accogliere e mantenere. Ogni donna sa che dentro di sè si agita il vento, ma non sempre si può calmare, a volte, spesso.. il vento deve soffiare forte...Come puoi spiegare ad un uomo che all'improvviso il mondo è in Te??? come puoi trasmettergli quel tumulto di sangue?? Come puoi fargli sentire che il tuo cuore batte forte per qualche ora..che continua a muoversi tra la gola e lo stomaco.. Come puoi rispondere alla domanda "cosa c'è?" C'è una Tempesta amore mio.. Mi porta su, poi mi lascia a terra...ed i miei occhi osservano i dettagli come fossero essi stessi gli oggetti, il mio animo prova ansia fino a diventare esso stesso ansia.. il mio utero spinto alla vita sente la morte e la espelle.. Amore mio c'è una tempesta.. è dal primo minuto della donna sulla Terra che va avanti.. per contenere la vita bisogna espellere la morte... Amore mio solo la tempesta rende il cielo limpido...

giovedì 27 gennaio 2011

un pianeta

Scendendo dalla mia piccola astronave ho messo piede su un pianeta terroso.. Il suolo compatto e polveroso era scompigliato da improvvise folate di vento, un vento molto caldo.. Anche la terra che calpestavo emanava calore, segno di un nucleo, di una profondità dalle alte temperature... Ho piantato la mia bandiera, segno della mia presenza, ed un'orma dopo l'altra l'ho esplorato.. Ho trovato grandi crateri ghiacciati ed aldilà di essi valli  ricoperte di muschi e felci.. La sorpresa era l'impressionante quantità di vita che popolava questa rada vegetazione. Insetti ed animali minuscoli, i quali costruivano e distruggevano in continuazione un mondo perfettamente organizzato. L'odore intorno era primitivo, forte. Nelle prime esplorazioni avevo idea di un pianeta simile al mio soltanto un pò più lento nell'evoluzione, ma dopo essere ruzzolata giù in un grosso canyon ho scoperto in quel riparo di rocce una fitta foresta rigogliosa. Verde,umida, dalle frizzanti cascate ed accecanti colori. Uccelli di ogni tipo intonavano canti, e gli animali più strambi, gli azzardi più grandi di Madre Natura, popolavano gli alti alberi o le rive dei ruscelli.. Percorrendo piccoli sentieri, spostando rami e aggirando cespugli, sono giunta al cuore di quella meraviglia. Vi ho trovato una piccola capanna, dal tetto della quale attraverso un buco usciva del fumo, al suo interno un uomo. Egli era quasi nudo, lo coprivano foglie e corde colorate, era lì seduto su di un tappeto di cuoio al centro della sua dimora. Nel vedermi sulla soglia mi ha guardata con intensi occhi gialli e con un impercettibile gesto mi ha invitato ad entrare. Quella capanna riscaldata dal fuoco, protetta alle pareti da pelli di ogni tipo era rassicurante ed allo stesso tempo il pensiero di essere da sola al cospetto di quegli occhi color ambra fissi su di me mi inquietava. Ho passato dei lunghi giorni tra quella paglia e quell'argilla, accudita curata e compresa. Non c'è stato scambio di parole tra me e quell'indigeno, non avendo modo di comunicare con la lingua credo sia stato il battito del cuore e semplici ma universali rituali ad aver creato un legame. Non dimenticherò mai il giorno in cui entrai in quella dimora da una piccola fessura, nè la mia mente cancellerà il tempo in cui ho imparato a cucinare i prodotti di quella terra, o a cucire quelle pelli... ma la cosa che più ricordo di quel pianeta saranno due grandi occhi gialli, come quelli di un gufo con la stessa rabbia di un lupo..